La Cardiologia Clinica, Preventiva e Riabilitativa

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte e di disabilità nel nostro Paese. Il loro assorbimento di risorse economico-sanitarie, legato alle ospedalizzazioni, alla spesa farmaceutica e al ricorso alle prestazioni ambulatoriali, ne fa anche la principale fonte di spesa sanitaria.
Negli ultimi anni, la prevenzione primaria e secondaria di queste patologie ha registrato progressi molto significativi, ma il trasferimento delle Linee Guida nella pratica risulta ancora largamente inadeguato.

La Cardiologia Preventiva e Riabilitativa è ampiamente riconosciuta come il modello standard per il trattamento globale del paziente cardiopatico in fase postacuta o cronica e, in particolare, costituisce il modello più efficace e cost-effective per la realizzazione concreta di una prevenzione efficace.
Secondo gli ultimi dati disponibili in Italia vengono dimessi vivi circa 100.000 pazienti l’anno dopo un infarto miocardico, 87.000 dopo angioplastica coronarica, 29.000 dopo un intervento di bypass aortocoronarico e 21.000 dopo intervento sulle valvole e sui grossi vasi. Tutti questi pazienti, oltre a quelli con scompenso cardiaco, beneficiano, secondo le più recenti Linee Guida, di un intervento di Cardiologia Preventiva e Riabilitativa ma dagli ultimi dati disponibili – survey ISYDE effettuata dal GICR nel 2008 – i pazienti sottoposti ad un intervento di riabilitazione cardiaca in quell’anno sono stati circa 60.000.

Il ruolo dalla Cardiologia Riabilitativa si è molto evoluto negli ultimi 20 anni, e dai primi programmi sviluppati negli anni ’60-70, basati prevalentemente sull’esercizio fisico e rivolti a pazienti dopo infarto non complicato, si è passati ad un intervento di cura globale del cardiopatico, che comprende una adeguata stratificazione del rischio residuo, la valutazione funzionale, l’ottimizzazione terapeutica, l’educazione-informazione sanitaria, la ripresa di attività fisica in regime di sicurezza e l’impostazione di significative modifiche dello stile di vita.

Oggi i programmi di cardiologia riabilitativa e preventiva sono proposti con successo a pazienti post-infartuati anche complicati, dopo un intervento di bypass aortocoronarico o di angioplastica coronarica (PTCA) e, anche in conseguenza del progressivo invecchiamento della popolazione, agli anziani, molti dei quali affetti da coronaropatia severa, diffusa patologia vascolare e da gravi co-morbidità e disautonomie. Inoltre l’implementazione della riabilitazione risulta efficace anche nei pazienti con claudicatio intermittens e nei soggetti con scompenso cardiaco cronico, aritmie minacciose e portatori di stimolatori cardiaci (pace-maker, resincronizzazione ventricolare, defibrillatori impiantabili).

In questo contesto, Linee Guida Nazionali e autorevoli Agenzie di Salute Pubblica e di ricerca hanno enfatizzato il significato di programmi strutturati di riabilitazione cardiaca, gestiti sia in ambito degenziale sia ambulatoriale, come strumento di riferimento anche per il Medico di Medicina Generale per un efficace intervento sul territorio.

Proprio nei confronti della Medicina Generale la cardiologia riabilitativa e preventiva si propone come interlocutore privilegiato, costituendo il ponte ideale tra acuzie e territorio, in grado di garantire la continuità assistenziale. 

Componenti e obbiettivi della cardiologia riabilitativa e preventiva

Attualmente la Cardiologia Riabilitativa e Preventiva include le seguenti componenti:
1) assistenza clinica volta alla stabilizzazione;
2) valutazione del rischio cardiovascolare globale;
3) identificazione di obiettivi specifici per la riduzione di ciascun fattore di rischio;
4) formulazione di un piano di trattamento individuale che includa:
a) interventi terapeutici finalizzati alla riduzione del rischio;
b) programmi educativi strutturati dedicati e finalizzati ad un effettivo cambiamento dello stile di vita (abolizione del fumo, dieta appropriata, controllo del peso, benessere psicologico);
c) prescrizione di un programma di attività fisica finalizzato a ridurre le disabilità conseguenti alla cardiopatia, migliorare la capacità funzionale e favorire il reinserimento sociale e lavorativo;
5) interventi di mantenimento allo scopo di consolidare i risultati ottenuti e favorire l’aderenza a lungo termine, garantendo quindi la continuità assistenziale.

Gli obiettivi nel breve termine sono:
a) la stabilità clinica;
b) la limitazione delle conseguenze fisiologiche e psicologiche della malattia cardiovascolare;
c) il miglioramento globale della capacità funzionale e del grado di autonomia, di indipendenza e di qualità della vita. 

Gli obiettivi nel medio e lungo termine sono la riduzione del rischio di successivi eventi cardiovascolari (morbilità e mortalità) e ritardare la progressione del processo aterosclerotico e della cardiopatia sottostante ed il deterioramento clinico.

LA MISSION DELL’ AICPR 
PROMUOVERE L’ ECCELLENZA NELLA RICERCA, NELLA FORMAZIONE, NELL’ ORGANIZZAZIONE E NELLA PROPOSIZIONE DELLA PREVENZIONE E DELLA RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE

CHI SIAMO
1000 soci, operanti in 210 Strutture Pubbliche e Private del SSN in tutte le regioni; attività ambulatoriale e in regime di degenza (circa il 20% di tutti i letti cardiologici italiani);
60.000 casi trattati nel 2008 (dati ISYDE 2008);
Cardiologi, psicologi, fisioterapisti, dietisti e infermieri si integrano nell’ AICPR testimoniare la scelta innovativa di un approccio multidisciplinare.

LA CARDIOLOGIA PREVENTIVA E RIABILITATIVA

La Cardiologia Preventiva e Riabilitativa è lo spazio culturale e lo strumento organizzativo per garantire la continuità assistenziale nel passaggio dalla fase dell’ acuzie alla fase della cronicità, e si pone come ponte tra lo specialista della fase acuta e il MMG.
Oggi le ingenti risorse culturali, economiche e organizzative dedicate, in modo appropriato e con brillanti risultati, all’assistenza della fase acuta delle cardiopatie corrono il rischio di non garantire i loro potenziali risultati a lungo termine per la insufficienza di programmi preventivi e riabilitativi.
In questo senso la cardiologia riabilitativa e preventiva è parte integrante della Cardiologia Clinica e del percorso assistenziale di ogni cardiopatico: infatti quasi tutte le cardiopatie sono caratterizzate da momenti di acuzie e da una progressiva evoluzione verso la cronicità

L’ORGANIZZAZIONE DELLA CARDIOLOGIA PREVENTIVA E RIABILITATIVA

La struttura organizzativa dei programmi di cardiologia riabilitativa varia in funzione della tipologia e gravità del malato.
La maggioranza dei pazienti possono essere gestiti ambulatorialmente o in Day-hospital; pertanto ogni struttura cardiologica per acuti (singolarmente o in rete con altre strutture) deve poter garantire questo percorso, attraverso una Unità semplice a basso costo con un organico limitato, ma dedicato.
Solo una minoranza dei pazienti (i più gravi e quelli con recente intervento chirurgico) necessitano di ricovero in strutture degenziali di Cardiologia Riabilitativa, con specifica tecnologia e competenza specialistica
Indipendentemente dall’approccio ambulatoriale o degenziale, l’intervento è caratterizzato dalla multidisciplinarietà (cardiologo, psicologo, fisioterapista, dietista… in rapporto alle diverse esigenze) e dalla continuità assistenziale col MMG.

LA PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA

La cardiologia riabilitativa così configurata si pone come lo strumento più efficace di prevenzione secondaria; ma l’approccio ai fattori di rischio, l’intervento multidisciplinare, in una parola “la cultura preventiva” fa si che le strutture deputate alla riabilitazione cardiaca siano anche quelle più adatte organizzativamente e culturalmente a sviluppare interventi di prevenzione primaria, specie nei soggetti non ancora cardiopatici, ma ad alto rischio.
Con questa doppia vocazione l’AICPR aderisce pienamente alla politica della Società Europea di Cardiologia che ha costituito l’European Association for Cardiovascular Prevention & Rehabilitation.

AICPR E LA CARDIOLOGIA ITALIANA

Per raggiungere i propri obbiettivi, pur nella sua specificità, l’AICPR è pienamente inserito nella comunità cardiologica nazionale rappresentata dalla FIC (Federazione Italiana di Cardiologia) e sui temi di propria competenza propone iniziative di aggiornamento ed educazionali in collaborazione con le due maggiori società cardiologiche italiane ANMCO e SIC. Sarebbe auspicabile che da queste collaborazioni sempre più intense possa nascere un’unica Società Cardiologica dedicata alla prevenzione e alla riabilitazione delle cardiopatie, aperta alla collaborazione di tutte le altre discipline a vario titolo coinvolte nella lotta alle malattie cardiovascolari.
Il nuovo acronimo AICPR (Associazione Italiana Cardiologia Clinica, Preventiva e Riabilitativa), vuole essere un esplicito invito a percorrere assieme questa strada.